Elena Lyakir
Marlboro, Stati Uniti
Venditore verificato da Artlimes
Elena Lyakir
Come immigrata, cerco continuamente un luogo in cui sentirmi a casa, e la mia espressione creativa nasce da questo desiderio. Sebbene il mio lavoro non sia un commento diretto alle mie esperienze di rifugiata, è una metafora delle emozioni che si cristallizzano dentro di noi quando cerchiamo il nostro posto nel mondo. I paesaggi eterei, poeticamente stratificati, e le fotografie di uccelli che creo simboleggiano le complessità che modellano e colorano la nostra percezione della realtà, poiché ciascuno osserva il mondo attraverso una lente unica e individuale.
Attraverso il mio lavoro esploro la memoria, la percezione, l’appartenenza e la nostalgia, sciogliendo delicatamente il trauma dello sradicamento. Strato dopo strato, cerco di ricostruire l’anima frammentata colmando i vuoti lasciati dagli sconvolgimenti e dalle interruzioni, per ritrovare un senso di integrità e continuità in sintonia con il mondo naturale. Tento di accendere un dialogo tra paesaggi interiori ed esteriori, oltrepassando i confini della realtà e dell’immaginazione. Il mio lavoro è una meditazione sulla struggente dualità della bellezza intrecciata alla nostalgia, una condizione che chi è stato sradicato, come me, è destinato ad abitare.
La mia pratica è spesso orientata da lavori concepiti per luoghi specifici. Preparare un nuovo progetto significa spesso immergermi in un paesaggio e trascorrere molte ore ad ascoltare, contemplare e indagare. Per catturare paesaggi onirici utilizzo diverse tecniche, tra cui obiettivi tilt-shift, filtri di fortuna ed esposizioni multiple realizzate in macchina. La natura intuitiva del mio processo creativo è un mezzo di trascendenza, guarigione e rivelazione dello straordinario.
Il percorso creativo di Elena Lyakir è iniziato tra le dure realtà dell’Ucraina sovietica, l’ambiente dei suoi anni formativi. Nonostante i vincoli imposti dal regime all’espressione artistica, gli elementi mistici intrecciati nel ricco patrimonio letterario della sua cultura, spesso velati di simboli e metafore, hanno acceso una fiamma creativa destinata a definire il sentimento e l’estetica delle sue opere.
BIOGRAFIA:
Lyakir è emigrata negli Stati Uniti con la famiglia nel 1990. Lasciare la propria terra e affrontare le difficoltà di adattamento a una nuova cultura ha avuto un profondo impatto su di lei. Le conseguenze emotive dell’esilio, il senso di nostalgia e la continua ricerca di appartenenza sono diventati temi intrecciati nel tessuto stesso della sua pratica artistica, conferendo alle opere una forte risonanza emotiva.
Arrivata da sola a New York appena diciottenne, ha lavorato inizialmente come modella e assistente di fotografi. A metà degli anni Novanta era immersa nella scena d’avanguardia del Lower East Side e si dedicava alla creazione artistica. Ha sperimentato fotocamere a pellicola di grande formato, processi di stampa, collage, pittura e performance. Il suo approccio non convenzionale l’ha infine portata a proseguire la ricerca attraverso studi indipendenti e collaborazioni.
Lyakir ha esposto in gallerie di tutto il mondo, tra cui New York, Los Angeles, Miami, Londra, Berlino, Parigi, Avignone, Sydney, Istanbul, East Hampton e Sag Harbor. Il suo lavoro è stato inoltre protagonista di una mostra personale museale alla Maison de la Photographie di Lille, in Francia. Le sue opere sono presenti in collezioni private e aziendali, tra cui Coca-Cola, HBC Financial e Dartmouth Hitchcock, e in spazi pubblici come l’ABC Kitchen di Jean-Georges Vongerichten e i resort Omni e Hilton. La sua immagine “The Final Unknown” fa parte della rinomata collezione di fotografia artistica Your Daily Photograph. Il suo lavoro è stato citato in numerose pubblicazioni, tra cui ELLE Décor, Architectural Digest, Aspire Magazine, Objekt, InStyle, Art Daily, Artsy, Art Fuse e Photographie au Feminin.
Elena divide il suo tempo tra l’ambiente urbano di Brooklyn e la tranquillità della natura del Vermont meridionale. Questo equilibrio le permette di attingere sia all’energia della città sia alla serenità della campagna, dando vita a una produzione dinamica.
Attraverso il mio lavoro esploro la memoria, la percezione, l’appartenenza e la nostalgia, sciogliendo delicatamente il trauma dello sradicamento. Strato dopo strato, cerco di ricostruire l’anima frammentata colmando i vuoti lasciati dagli sconvolgimenti e dalle interruzioni, per ritrovare un senso di integrità e continuità in sintonia con il mondo naturale. Tento di accendere un dialogo tra paesaggi interiori ed esteriori, oltrepassando i confini della realtà e dell’immaginazione. Il mio lavoro è una meditazione sulla struggente dualità della bellezza intrecciata alla nostalgia, una condizione che chi è stato sradicato, come me, è destinato ad abitare.
La mia pratica è spesso orientata da lavori concepiti per luoghi specifici. Preparare un nuovo progetto significa spesso immergermi in un paesaggio e trascorrere molte ore ad ascoltare, contemplare e indagare. Per catturare paesaggi onirici utilizzo diverse tecniche, tra cui obiettivi tilt-shift, filtri di fortuna ed esposizioni multiple realizzate in macchina. La natura intuitiva del mio processo creativo è un mezzo di trascendenza, guarigione e rivelazione dello straordinario.
Il percorso creativo di Elena Lyakir è iniziato tra le dure realtà dell’Ucraina sovietica, l’ambiente dei suoi anni formativi. Nonostante i vincoli imposti dal regime all’espressione artistica, gli elementi mistici intrecciati nel ricco patrimonio letterario della sua cultura, spesso velati di simboli e metafore, hanno acceso una fiamma creativa destinata a definire il sentimento e l’estetica delle sue opere.
BIOGRAFIA:
Lyakir è emigrata negli Stati Uniti con la famiglia nel 1990. Lasciare la propria terra e affrontare le difficoltà di adattamento a una nuova cultura ha avuto un profondo impatto su di lei. Le conseguenze emotive dell’esilio, il senso di nostalgia e la continua ricerca di appartenenza sono diventati temi intrecciati nel tessuto stesso della sua pratica artistica, conferendo alle opere una forte risonanza emotiva.
Arrivata da sola a New York appena diciottenne, ha lavorato inizialmente come modella e assistente di fotografi. A metà degli anni Novanta era immersa nella scena d’avanguardia del Lower East Side e si dedicava alla creazione artistica. Ha sperimentato fotocamere a pellicola di grande formato, processi di stampa, collage, pittura e performance. Il suo approccio non convenzionale l’ha infine portata a proseguire la ricerca attraverso studi indipendenti e collaborazioni.
Lyakir ha esposto in gallerie di tutto il mondo, tra cui New York, Los Angeles, Miami, Londra, Berlino, Parigi, Avignone, Sydney, Istanbul, East Hampton e Sag Harbor. Il suo lavoro è stato inoltre protagonista di una mostra personale museale alla Maison de la Photographie di Lille, in Francia. Le sue opere sono presenti in collezioni private e aziendali, tra cui Coca-Cola, HBC Financial e Dartmouth Hitchcock, e in spazi pubblici come l’ABC Kitchen di Jean-Georges Vongerichten e i resort Omni e Hilton. La sua immagine “The Final Unknown” fa parte della rinomata collezione di fotografia artistica Your Daily Photograph. Il suo lavoro è stato citato in numerose pubblicazioni, tra cui ELLE Décor, Architectural Digest, Aspire Magazine, Objekt, InStyle, Art Daily, Artsy, Art Fuse e Photographie au Feminin.
Elena divide il suo tempo tra l’ambiente urbano di Brooklyn e la tranquillità della natura del Vermont meridionale. Questo equilibrio le permette di attingere sia all’energia della città sia alla serenità della campagna, dando vita a una produzione dinamica.
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