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Nneka Osueke

Dipinto originale140 x 155 x 1 cm

Colori a olio, perline di vetro e plastica e tessuto su tela

Spedito da ThailandiaConsegna in Regno Unito £523,63
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Nneka OsuekeProposto da Nneka Osueke
Thailandia
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Artista

Informazioni su Nneka Osueke

Sento il bisogno incessante di raccontare al mondo la Verità sugli africani e sulla diaspora.
Come donna di origine dell’Africa occidentale, nata e cresciuta in America, ho vissuto presto una crisi d’identità: ero divisa tra l’essere afroamericana e nigeriana. Questi gruppi, culturalmente molto diversi sotto tanti aspetti e spesso incapaci di comprendersi, mi tiravano in direzioni opposte. Sfinita da questo tira e molla, mi sono messa alla ricerca e, in modi bellissimi e illuminanti, ho scoperto la storia che tutti avevano ignorato. Ho capito che non c’era poi tanta distanza tra le mie origini e il mio luogo di nascita.

Il mio lavoro affonda le radici nelle rappresentazioni visive dell’antica spiritualità africana, precedente al colonialismo e al cristianesimo. Usando oro a 24 carati, antiche pratiche africane con perline di vetro e la comunicazione attraverso tessuti e abiti, consacro i simboli della nostra spiritualità che la religione moderna ha usato per rivolgere le persone nere contro se stesse. Per me è importante che all’Africa e ai suoi discendenti più diretti venga finalmente riconosciuto l’immenso impatto sull’inconscio e sullo spirito del mondo. Dopotutto, ha dato vita all’umanità.

Opera

Informazioni su quest’opera

«Nel novembre del 1929, migliaia di donne Igbo si radunarono presso i centri dell’Amministrazione indigena di Calabar e Owerri e in cittadine minori per protestare sia contro i capi nominati dall’autorità coloniale sia contro le tasse sulle donne dei mercati. Ricorrendo alla pratica tradizionale di censurare gli uomini con canti e danze di scherno per tutta la notte, spesso chiamata “sedersi su un uomo”, le donne cantarono e danzarono e, in alcuni luoghi, costrinsero i capi a dimettersi. Attaccarono anche negozi di proprietà europea e la Barclays Bank, entrarono nelle prigioni e liberarono i detenuti. Assaltarono inoltre i tribunali indigeni gestiti da funzionari coloniali, radendone molti al suolo con il fuoco. Furono chiamate la polizia coloniale e le truppe. Spararono sulle folle radunate a Calabar e Owerri, uccidendo più di 50 donne e ferendone oltre 50. Durante i due mesi di “guerra”, almeno 25.000 donne Igbo parteciparono alle proteste contro i funzionari britannici.

La Guerra delle donne di Aba spinse le autorità coloniali ad abbandonare i piani per tassare le donne dei mercati e a limitare il potere dei capi nominati. La rivolta è considerata la prima grande sfida all’autorità britannica in Nigeria e nell’Africa occidentale durante il periodo coloniale».
La mia bisnonna Regina, qui rappresentata da mia cugina Jennifer, fu una delle migliaia di donne combattenti nei due mesi della Guerra delle donne.
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