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Regno Unito

Da qualche parte tra lo zero, 1994

Tony Alcock

Dipinto originale62,5 x 62,5 x 6 cm

Tecnica mista: pittura a olio ed encausto su carta applicata a tela

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Francia
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Artista

Informazioni su Tony Alcock

Sono nato a Nottingham, nel Regno Unito, nel giugno del 1947. Dopo la scuola, la mia formazione artistica è iniziata con un corso propedeutico Pre-Dip a Loughborough, seguito da studi di belle arti e pittura al Leicester Polytechnic. Dopo il diploma e la realizzazione del mio “Light Organ”, per un paio d’anni ho goduto del riconoscimento come artista originale e attivo nel Regno Unito. Ho però scelto l’insegnamento, conseguendo un PGCE all’Università di Bristol, dove in seguito ho tenuto per un breve periodo lezioni di educazione artistica.

Le circostanze sono cambiate: ho lavorato come musicista, sono diventato proprietario di un negozio di strumenti musicali e infine ho lavorato in un’azienda di successo nel campo della grafica, MOGO UK. Dal 1993 ho potuto tornare alle mie ambizioni artistiche, firmandomi AMA: mi è sempre piaciuta la simmetria delle mie iniziali. Quasi tutte le opere presenti su questo sito Artlimes sono state realizzate dopo il 1993.

Opera

Informazioni su quest’opera

Dopo aver realizzato in legno le cifre da 1 a 9 nell’opera precedente «Il numero 5 circondato dai suoi compagni», rappresentare lo «0» in legno sembrava il passo logico successivo; avevo ancora abbastanza mogano in fogli per farlo.

Fino ad allora ero stato piuttosto tecnofobo, ma avevo appena iniziato a usare un Apple Mac e ad apprezzare la potenza del sistema binario. La semplicità e la fecondità intrinseche di quel sistema mi colpivano come un chiaro parallelo con i ruoli del maschio e della femmina nella riproduzione della specie. Mi sembrava un buon punto di partenza per un’opera e disporre gli «uno» lungo assi orizzontali e verticali regolari era, all’epoca, già una conquista. Nel formato quadrato scelto si creò un ritmo che suggeriva subliminalmente una divisione in nove parti uguali.

Accostare un pezzo di legno a forma di zero a stampe a getto d’inchiostro su carta sembrava davvero unire tradizione e innovazione, un ponte tra passato e futuro: una ragione sufficiente e un’attività creativa valida. L’idea di uno zero arrotondato composto da due parti carnose tangibili ai lati di un’apertura verso la superficie sottostante suggerisce il graal dell’incontro con certe parti intime femminili, che a sua volta conduce alla successiva divisione delle cellule appena create: così funziona la biologia.

Il risultato, però, era molto spoglio. Tre oggetti metallici trovati e una cornice di frassino fatta a mano non bastavano a dare senso all’esercizio. Poco dopo aggiunsi quindi i tre colori primari dei pigmenti, organizzati attorno alla divisione in nove parti: in qualche modo unirono l’opera.

«Da qualche parte tra lo zero» può essere visto soltanto come un lavoro successivo al precedente, ma, come suggerisce il titolo, esprime in modo significativo come mi sentivo allora.
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