«Dopo l’Unione» reinterpreta la bandiera americana come un fragile monumento tessile. Realizzato in tessuto grezzo non sbiancato, il simbolo familiare viene privato del colore e lasciato ricadere in lunghe bande verticali che si raccolgono e si afflosciano alla base della parete.
Le stelle restano appena percepibili, mentre le strisce si dissolvono nella gravità e nella stoffa, suggerendo insieme assenza e persistenza. La bandiera diventa meno un emblema di autorità e più un campo silenzioso di memoria, vulnerabilità e domande irrisolte.
Eliminando i tradizionali rosso, bianco e blu, l’opera chiede a chi guarda di riconsiderare ciò che la bandiera rappresenta e quali vite dovrebbe accogliere al proprio interno. Il tessuto che ricade evoca lutto, resistenza e il peso della storia collettiva.